5.18.2011

LE DISTANZE SOCIALI

Buongiorno a tutti, ritorna il tema ricorrente dei miei post i mezzi (che incubo), oggi però è il frutto di una riflessione che mi è venuta stando sulla metro e osservando alcune persone.
Vi ho già detto che sono una sociologa e, ogni tanto, nelle parti più recondite del mio cervello, si nascondono ancora delle reminescenze di studi sociali che si accendo appena vedono qualcosa che non va.
E così mentre mi trovavo in prima persona a subire due volte e non una, le angherie di certa gente mi sono domandata ma cos’è che mi fa andare il cervello in pappa? Questo atteggiamento strafottente, l’ineducazione o… ed ecco che si è accesa la lampadine “le distanze sociali”.
Premesso che io capisco benissimo in quale situazione ci troviamo, basta guardare la foto che ho messo per capire in che caos si presenta la stazione termini ogni mattina, (pensate che io già vengo dal delirio di Ostia in cui ogni giorno il treno ne ha una, e poi devo prendere la metro B arrivare a termini e prendere la metro A) però  la gente non la capisco anzi diciamoci la verità mi fa davvero imbestialire.
Perché, se deve andare alla stazione ferroviaria, si mette sulla corsia di chi deve andare a prendere la metro A e poi all’ultimo tagliarti la strada, con conseguente schiacciata di piede e gomitata, per andare verso la sua direzione originaria?
Detto ciò veniamo a noi , questa mattina primo episodio eravamo sulla metro B schiacciati come le sardine e, così ,io ed un altro signore (che sicuramente conosceva bene le distanze sociali) ci siamo incastrati  in modo che nessuno di noi potesse nuocere all’altro, ma improvvisamente da dietro ci sentiamo spingere da una signora che anche seccamente ci guarda e fa “PERMESSO” ci siamo guardati in faccia, come a dire dove vorrà mettersi? E lei: “ io mi metto davanti a voi perché non arrivo ai ferri alti e BAAASTA!” Io non ho commentato, perché non ne posso più, lui ha solo avuto il coraggio di abbassare la testa come per dire e vabbè pazienza!
Secondo episodio: mi metto A DESTRA (lo scrivo maiuscolo così se qualcuno mi legge sa dove si deve mettere sulla scala mobile, se vuole stare fermo) sulla scala mobile e sento una panciata sulla coda appena fatta, mi giro e uno per fare prima si era messo sul mio stesso gradino, così ,appena arrivava giù, avrebbe fatto un balzo sulla metro, (con quella pancia dubito avrebbe fatto un metro senza sfiatare…) mi sono girata come una furia gli ho fatto uno sguardo che se mi fossi vista avrei avuto paura da sola, e così lui subito è risalito di un gradino!
Terzo episodio, non capitato a me, per fortuna, un tizio sale sulla metro A, (abbastanza vivibile oggi) e con tutto il posto che c’era si spaparanza su un tubo di fronte ad una ragazza, sembrava quasi la stesse baciando, invece giocava al cell., ho visto quella ragazza,prima rabbuiarsi e poi immediatamente spostarsi lanciando all’avventore una serie di anatemi!
Ma è così semplice essere educati perché non ce la fate?
Ecco a voi le distanze sociali:
La distanza intima (0-45 cm).
La distanza personale (45-120 cm) per l'interazione tra amici.
La distanza sociale (1,2-3,5 metri) per la comunicazione tra conoscenti o il rapporto insegnante-allievo.
La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.

Certo non dico che bisogna andare con il centimetro in tasca, ma un po’ di buon senso cavolo!

SMACK!





12 commenti:

  1. Altro che distanze sociali cara! La mattina stiamo come sardine sulla metro! Senza parlare del fatto che siamo l'unica città al mondo in cui le persone non si piazzano a destra sulla scala mobile.. anche se mettessero la scritta come c'è a Londra: STAND ON THE RIGHT se ne fregherebbero tutti!!! E quelli che si spiaccicano con tutta la schiena o che abbracciano a mo' di koala i tubi per reggersi sulla metro non li uccideresti??? >.<

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  2. CERTO quelli poi li odio, per non essere prolissa non l'ho raccontato, ma quando quella "signora" mi ha fatto spostare, sopra di me c'era un ragazzone alto 2 metri appeso a mo di orango sul tubo che si infervorava con l'amico per l'atteggiamento SSSSSSSSSS'onzo di sua madre nei confronti della sua baby compagna e del loro prematuro figlioletto!

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  3. ah ah allora da me allo studio medico non usano le distanze sociali!!!! Si appicciccano anche a fianco a me! Nonostante ci sia una scrivania!

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  4. ah beata ignoranza!! o presunta tale?!?!? è inutile a queste persone manca proprio il buon senso e l'educazione!
    @segretaria ironica no! non le usano! ma lì succede perchè sono impiccione e cercano di fregare l'altro con uno scatto da 100 metrista senza rendersi conto che hanno 100 anni e sti scatti non so permessi a meno che non ci vogliano rimettere un' anca ahahahah baci a tutti

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  5. @ Segretaria, infatti ha ragione Emilia, allo studio medico lo fanno per impicciarsi e sopratutto per capire quanto tempo starai con il medico.
    @ Emy e già che palle però @_@

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  6. Prima di tutto un GRAZIE gigantesco per il tuo commento anzi per il tuo super complimento!!!
    Ho letto il tuo post effettivamente la gente dovrebbe aver molto più buon senso ma niente da fare è senza speranza! Siamo troppo occupati a fregare e a fregarcene dell'altro!

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  7. E di cosa è la verità hai davvero talento!
    Quanto è vera questa cosa, ma purtroppo, io non riesco ad essere arrogante con gli altri e così finisco per subire sempre :( UFF!
    Baci Francesca.

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  8. Io avevo un amico che ogni volta che parlava con qualcuno superava decisamente il limite dei 45 cm, costringendo il povero interlocutore ad arretrare inesorabilmente. Penso che avesse qualche tipo di disturbo.
    Interessantissimo questo post comunque! Ma come sono state calcolate le distanze? E perchè ne sentiamo la necessità? E' solo una questione di difesa? Scusa, ma sono curiosissima!

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  9. ho un pensierino per te sul mio blog passa a prenderlo

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  10. @Ladybug: le distanze sociali sono state studiate dall'antropologo Hall che ha introdotto la prossemica nella psicologia sociale,attraverso degli studi ha misurato la distanza che assumiamo naturalmente in alcune situazioni.
    Pensa che, una volta fece un esperimento su un vagone di un treno fece sedere in modo casuale i suoi studenti e dopo mise in atto l'esperimento, notò che fino a quando il treno non si era riempito la gente che saliva tendeva a sedersi lontano di 4/5 sedili rispetto alla persona già seduta ecc.. Se ti interessa approfondire puoi leggere un manuale di Psicologia Sociale scopriresti tantissime cose interessanti! Smack

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  11. Premetto che tra me e i mezzi pubblici c'è un rapporto si amore e odio: a volte (troppo spesso) sono un incubo ma mi paice utilizzarli perchè proprio per le distanze ridotte ho conosciuto gente interessate (so che a volte capita il contrario ma a me qualche volta è andata bene): uno su tutti Pupi Avati...

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  12. @sulsecondobinario Ecco appunto io da solita sfigata l'unico che becco sempre è Beppe Bigazzi... che di affascinante non ha niente... a me no che non consideriamo il fascino rude di altri tempi.. ma dobbiamo avere Moooooooooolta fantasia! @_@

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