5.24.2011

AH PERCHÉ QUANDO TI SPIANANO LA STRADA È TUTTA UN’ALTRA COSA

  
Buongiorno a tutti, come ormai sapete sono una Sociologa e dato che dopo anni di lotte e di litigi i Big della sociologia non sono riusciti ad ottenere la creazione di un ordine che ci tuteli e che ci aiuti a far valere i nostri diritti, sono nate delle associazioni che dovrebbero svolgere gli stessi compiti dell’ordine.
Ovviamente io presa dall’entusiasmo post- lauream, mi sono messa subito alla ricerca di un’associazione che potesse essere interessante, che organizzasse convegni e che rispondesse in pieno alle mie esigenze.
E dopo ore di naviga, naviga, (nemmeno fossi Jack Sparrow) sono approdata in questa associazione (non citerò il nome per ovvi motivi) che mi sembrava accreditatissima, come ex presidente, nonché socio onorario c’era il preside di allora della facoltà di Sociologia “la Sapienza”, gli altri nomi che, comparivano come soci, erano, illustri presidenti della rai, giornalisti conosciuti ecc.. e mi sono detta perché NO adesso mi iscrivo!
Ho mandato la foto, ho pagata 50 euro per il tesseramento e sono rimasta in attesa di un loro cortese accenno.
Dopo un mese mi arrivata la tesserina con la foto che gli avevo mandato con su scritto socio n. 4mila e rotti, ed io felice come una pasqua mi sentivo, finalmente parte di un mondo che mi avrebbe capita, che non mi avrebbe mai guardata con occhi misti fra pietà e incomprensione quando pronunciavo la fatidica frase SONO UNA SOCIOLOGA, roba che la gente quando mi sente pronunciare queste tre parole è già  pronta con la lettera scarlatta da cucirmi sul petto, perché non ha la più pallida idea di cosa io stia dicendo, scambiandomi per una  matta.
Trascorsi un paio di anni, nei quali ricevevo puntualmente le mail con la rivista di settore in cui venivano illustrati i convegni che da Nord a Sud venivano organizzati,mi sono chiesta ma come mai io non ricevo mai inviti per partecipare a questi convegni? Come mai non vengo mai a conoscenza di corsi di formazione e riunioni?
Così un venerdì pomeriggio,  in uno studio deserto in cui ero rimasta solo io a tenere a bada il famoso bidone di benzina, e con la depressione che avanzava sovrana mi sono decisa e ho scritto al presidente dell’Associazione una mail accorata, piena  di dubbi e di domande su come potevo integrarmi con il loro mondo e milioni di altre cose…
Lui dopo un’ora mi scrive e mi dice Marianna, risponderò alla tua mail sulla nostra rivista e, se mi dai il permesso, inserirei il tuo nome.
Capiraiiiiiiii io che sono sempre la solita gnoccolona ho risposto entusiasta "ma certo volentieri, metta pure il mio nome e attendo con ansia la risposta".
Il mese dopo arriva la rivista, la sfoglio famelicamente, fino ad arrivare alla pagina “Il presidente risponde alle vostre domande” scorro, scorro, non vedo niente, inizio ad infuriarmi finchè scorgo in basso sulla destra un trafiletto in miniatura in cui si riportavano due righe della mia mail ed una risposta altrettanto stringata del “presidente”.
“Cara Dottoressa Marianna, (già sta dottoressa mi puzzava di presa per il C***), lei deve ritenersi fortunata, oggi come oggi ad avere un lavoro, che per quanto poco gratificante sia, permette comunque di avere una libertà economica, sapesse quanti suoi colleghi, sono alla ricerca di un lavoro e non riescono a trovarlo.
La saluto cordialmente.
                                                        Il presidente”
                                                        Pinco Pallo

Che fortuna ragazzi a ricevere una simile risposta che ha portato una nuova luce nella mia buia vita, se non ci fosse stato lui a dirmi che ero stata fortunata a trovare un lavoro MAI e POI MAI mi ne sarei ACCORTA!
Da quel giorno ho strappato tessera, rivista e ho mandato a quel paese lui, l’associazione e tutti quei “MAGNONI” che gli girano intorno!
MAH!

7 commenti:

  1. E' davvero assurdo!!!! Ti fanno passare la voglia di continuare a credere in quello che hai studiato e che vorresti fare... e soprattutto, ti fanno venir voglia di FUGGIRE dall'Italia!!!!!! >.<

    RispondiElimina
  2. Verissimo, infatti tempo due anni e poi vedo il da farsi!
    UFFI :(

    RispondiElimina
  3. Di queste s......e se ne sentono tante!
    Purtroppo loro stanno lì e noi qui... e poi diciamo di vivere in democrazia!
    E no!!! questa è solo una nuova aristocrazia travestita da democrazia!
    Ma prima o poi anche gli altri si svegliranno... e allora saranno - ho già detto una brutta parola, vero?! - ... e allora saranno dolori!!!!!

    RispondiElimina
  4. L'ho sempre detto, studiamo più per piacere e soddisfazione personale che per il nostro futuro. Ma solo qui in Italia sanno distruggere in questo modo i sogni dei giovani??
    Che rabbia però...

    RispondiElimina
  5. purtroppo siamo in tanti nella tua situazione...speriamo le cose cambino presto!!!! fosse per me sai quante poltrone salterebbero!

    RispondiElimina
  6. Eccomi esco fuori da una litigata furibonda con il mio capo ed i galletti amburghesi che alzano la testa credendosi gli avvocati dei miei stivali diooo non ne posso più sto per esplodere 10000000

    RispondiElimina
  7. Ragazze avete Tutte Ragione e come dice Francesca speriamo che prima o poi queste maledette poltrone saltino tutte!
    BACIIIIIIIII ;)

    RispondiElimina